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UNIONCAMERE LOMBARDIA
Indagine
Congiunturale sulle attività manifatturiere relativa
al
1° trimestre 2005
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I dati sulle imprese industriali
dell'artigianato manifatturiero, con i risultati
di un'analisi sulla concorrenza dei Paesi emergenti. |
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RELATORI:
F. Bettoni ( Presidente Unioncamere)
P. Ferri (Consulente Unioncamere)
G. Amadori
(Regione Lombardia)
M. Crippa
(Confindustria Lombardia)
M. Guagnini (Prometeia)
A disposizione:
1 - Scheda
di approfondimento
2 - Indagine
trimestr. settore manifatturiero lombardo - 1° trim. '05 -
Industria
3 - Indagine
trimestr. settore manifatturiero lombardo - 1° trim. '05 -
Artigianato
IN
BREVE:
Per la prima volta la produzione in Lombardia presenta, rispetto
agli anni precedenti, una variazione di tendenza: da positivo a
negativo. Tale andamento è la risultante di più dinamiche:
- andamento negativo della domanda interna nazionale accompagnata
da performance negative della produzione nazionale.
- riduzione della domanda di esportazioni dalla Lombardia verso
l’estero: difatti, dall’indagine di Unioncamere risulta
che le imprese lombarde che esportano hanno una crescita
positiva, anche se minima (+ 0,4); al contrario, quelle
che non esportano hanno livelli di crescita negativi.
Ne consegue che la domanda mondiale è il motore dell’economia
lombarda.
Nel consueto
questionario che Unioncamere distribuisce alle aziende campione
per realizzare indagini periodiche, per la prima volta è
stata inserita una domanda: l’apertura ai mercati internazionali
è percepita dalle imprese industriali e artigiane come opportunità
o rischio?
Le imprese artigiane, rispetto a quelle industriali, hanno mostrato
maggior pessimismo: percepiscono più il rischio che non l’opportunità
dai mercati nazionali, in particolare dalla Cina e dall’India.
Inoltre entrambe le tipologie di imprese ritengono necessario affrontare
almeno due temi:
- il problema del basissimo costo dei lavoratori del sud-est asiatico,
troppo competitivo rispetto al costo del lavoro lombardo
- il problema della concorrenza sleale e della contraffazione, sempre
più insostenibile.
Unioncamere, in collaborazione con Regione Lombardia e le Associazioni
maggiormente rappresentative al livello regionale, sta
organizzando un road show
in cui verranno presentate anche case history.
Tali incontri sono finalizzati a chiarire il più possibile
la situazione del mercato lombardo rispetto all’internazionalizzazione
e per “spiegare” alle imprese lombarde cosa significhi
essere internazionalmente competitivi.
Quindi, non solo è fondamentale realizzare prodotti competitivi,
ma è anche indispensabile imparare a far conoscere, su scala
internazionale, i propri prodotti locali.
Non è un caso che la Germania abbia realizzato a Shanghai
un palazzo di ben diciotto piani, in soli otto mesi, per presentare
il made in Germany in tutta la Cina. E non è un caso che
la Germania, in questi ultimi anni, abbia superato l’Italia
intermini di competitività sui mercati esteri.
L’Italia ha recentemente perso competitività non solo
a livello mondiale ma anche a livello europeo e la produzione industriale
lombarda presenta un trend di crescita negativo diffuso su quasi
tutto il territorio, eccetto Sondrio e Cremona,
e su quasi tutti i settori, ad esclusione dei settori alimentare,
chimico, e dei trasporti (qui inteso come produzione di elicotteri).
Dal punto di vista occupazionale si rileva una riduzione di numero
di ore, rispetto all’ultimo trimestre del 2004, ma fortunatamente
non vi è alcuna crescita della cassa integrazione.
Il calo di produzione in Lombardia è principalmente dovuto
alla riduzione delle esportazioni, già evidente a partire
dall’ultimo trimestre 2004. In particolare, fino all’anno
2000, gli andamenti delle esportazioni in Italia e in Lombardia
sono stati paralleli. Dal 2001 in poi in Lombardia il trend negativo
ha subito un’accelerazione rispetto alla tendenza italiana.
In particolare, per i prodotti lombardi, si riscontra una maggior
difficoltà ad esportare prodotti finiti rispetto ai prodotti
semi-lavorati.
La strategia della Regione Lombardia:
In questi mesi, la Regione Lombardia sta vivendo un momento di passaggio
sotto il profilo sia economico, sia amministrativo. Attualmente
si sta completando il DPEFR dei prossimi anni e si sta definendo
la nuovo Giunta regionale. La strategia di questa Amministrazione
è quella di fare sistema con le Camere di Commercio e le
Associazioni imprenditoriali più rappresentative, in modo
da definire insieme le azioni e le priorità.
Azioni: sono indispensabili interventi mirati e selettivi,
diversamente dagli interventi a pioggia degli anni precedenti.
Priorità: questi dati sulla produzione e sulle esportazioni
fanno capire che è necessario approfittare delle opportunità
offerte alla nostra regione dai mercati internazionali. Occorre
dunque attuare politiche economiche improntate all’apertura
e non alla difesa: in quest’ottica i dazi appaiono come una
soluzione a breve termine e non una scelta vincente di ampio respiro.
Per competere nelle esportazioni, occorre realizzare prodotti che
siano di interesse e innovativi: per questo bisogna insistere
su trasferimento tecnologico e qualità.
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